Il Salone del Libro e lo stand fascista

Il Salone del Libro e lo stand fascista

Se non siete stati su Marte negli ultimi giorni avrete di certo letto o sentito qualcosa sulla polemica che riguarda il Salone del Libro di Torino (che si terrà dal 9 al 13 maggio, a proposito) e la presenza dell’editore – dichiaratamente fascista – Altaforte. Se invece conoscete già la vicenda potete pure saltare questo riassunto e andare avanti.

Lo scrittore Christian Raimo, dal quale la questione era partita, si è dimesso sabato dal ruolo di consulente editoriale del Salone; ci sono stati vari interventi da parte di Nicola Lagioia, direttore del Salone, che ha difeso Raimo e sottolineato come tutto il programma del Salone sia all’insegna dell’antifascismo e di altissima qualità.v

Durante la giornata di lunedì hanno cominciato a esserci gli spaccamenti tra chi ha deciso di boicottare il Salone, o comunque di non presenziare, e chi invece ha deciso di esserci: i primi ad annullare la loro partecipazione sono stati i Wu Ming, con un lungo comunicato stampa in cui dicono “Gomito a gomito con i neofascisti? Mai”, e poco dopo anche lo storico Carlo Ginzburg ha seguito il loro esempio. Sempre nella giornata di ieri è arrivata anche la comunicazione di Zerocalcare:

Ciao, non sarò al Salone del Libro la settimana prossima, non è stata una decisione semplice e non mi bastano 140 caratteri a spiegarla, quindi posto gli screenshot del testo esteso mandato al mio correttore di bozze. pic.twitter.com/7w18iuNDB5— zerocalcare (@zerocalcare) 6 maggio 2019


Stamattina, invece, è arrivato la notizia dell’aut-aut del Museo di Auschwitz:

Ieri sera al comune di Torino, che è uno dei principali sponsor dell’evento e azionista indiretto del Salone, è arrivata una lettera firmata tra gli altri da Halina Birenbaum, sopravvissuta all’Olocausto, in cui si dice che «non si può chiedere ai sopravvissuti di condividere lo spazio con chi mette in discussione i fatti storici che hanno portato all’Olocausto, con chi ripropone una idea fascista della società». Il museo di Auschwitz ha anche detto che se la casa editrice Altaforte dovesse rimanere al Salone del Libro, organizzerà un’incontro con la scrittrice Birenbaum in un altro luogo della città.

Esserci o no, tutto è legittimo

Non ha importanza se appartenete allo “schieramento” di chi andrà o di chi boicotterà il Salone: entrambi sono atti antifascisti e di protesta.

Il punto è proprio questo: protestare, farsi sentire, non rimanere in silenzio perché ok, “è tutta pubblicità gratuita per loro”, però stiamo parlando della presenza di una casa editrice dichiaratamente fascista, il cui responsabile ieri sera ha dichiarato testualmente quanto segue:

“Sono un militante di Casapound, anzi il Coordinatore regionale della Lombardia. E sono fascista, sì. Lo dico senza problemi”

“L’antifascismo è il vero male di questo Paese”

“Mussolini è stato sicuramente il miglior statista italiano.”

E forse si potrebbe anche far finta di niente se si trattasse di un piccolo editore sconosciuto e dimenticato da tutti; ma si tratta dell’editore che ha pubblicato l’ultimo libro del Ministro degli Interni.
Non credo sia una cosa che si possa ignorare.

La responsabilità è del Salone?

La legge italiana stabilisce che chi vende un bene, una prestazione o un servizio non possa rifiutarsi di venderli a chi li richiede e ne corrisponde il prezzo; se ci si pensa è giusto e ragionevole, altrimenti potremmo trovarci di fronte a negozianti che si rifiutano di servire persone di colore, omosessuali ecc.

Probabilmente il Salone ha comunque un margine di discrezionalità per accettare o meno una casa editrice; tuttavia è davvero responsabilità del Salone?

CasaPound si trova sulle schede elettorali, possono essere votati; Altaforte, dichiaratamente fascista, può pubblicare i suoi libri e viene scelto come editore da Matteo Salvini, che non è un politico qualunque ma – ribadisco – il Ministro degli Interni. Pensiamo che le responsabilità e le prese di posizione vadano cercate a livelli più alti rispetto al direttivo del Salone del Libro di Torino.

Noi saremo lì

Dal canto nostro parteciperemo al Salone del Libro, come ogni anno – personalmente lo faccio dal 2010, e non ho intenzione di smettere.
Credo fortemente che essere presenti sia di grande importanza, per non lasciare ulteriore spazio ai sostenitori del fascismo.
E a tal proposito vi invitiamo a partecipare alla manifestazione assolutamente pacifica prevista per sabato 11, in cui ci riuniremo davanti allo stand di Altaforte per cantare insieme Bella Ciao.


Scritto da
Linda Rando

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