Avete presente una classifica di vendita? Bene. Nella stragrande maggioranza dei casi è fatta da testi che sembrano tutti uguali. Stesse facce e stesse case editrici. Perlopiù grandi e interessate a inseguire quello che oggi si chiama “trend”, cioè la tendenza del momento. Meravigliati? Forse sì. Eppure è la norma e non fa più impressione a nessuno.

Facciamo un piccolo salto indietro nel tempo. Un anno fa, su Billy il Vizio di Leggere, il gruppo Facebook di consapevolezza letteraria fondato insieme a Carlo Cacciatore, stavamo parlando di libri, di quelli che non si trovano ben esposti negli scaffali delle librerie del Belpaese. Allora eravamo già qualche migliaio e ci chiedevamo: «Perché negli anni ’80 Milan Kundera, Umberto Eco e Marguerite Duras erano pane quotidiano e oggi i bestseller sono, di solito, degrado puro?». Ne era venuta fuori una lunga serie di motivazioni, spesso illuminanti. Col passare del tempo però e con lo scorrere dei post verso il basso, erano destinate a scomparire. Allora ci siamo detti che dovevamo fare di più. Occorreva dare un segnale tangibile, concreto. La nostra idea si doveva tradurre in un’azione che suscitasse interesse verso ciò che noi consideriamo valore letterario.

Così è nato Modus legendi, i lettori scelgono la qualità. In che cosa consiste? Avete presente una classifica di vendita? Bene. Abbiamo deciso di cambiarla. Non un vero e proprio stravolgimento ma una svolta: un bestseller di qualità dal basso, senza padrini e senza sponsorizzazioni. Nato proprio da noi, dai lettori. Che induca il mercato a riflettere sulle proprie dinamiche interne. Prendete tremila persone abituate alla Bellezza letteraria, stanche del mercato editoriale al ribasso, e dite loro di comprare lo stesso libro di spessore, nella medesima settimana, per permettergli di entrare nella classifica di vendita nazionale. Non sarebbe una rivoluzione gentile dei lettori? Se poi questo testo venisse fuori dalla votazione di una cinquina di titoli di pregio, non andrebbe ancora meglio? E se vi dicessi che all’interno dei magnifici cinque ci sono tre autori italiani, due donne e due esordienti, tutti pubblicati da piccoli editori indipendenti, non infonderebbe ai meritevoli la speranza di emergere? Se infine aggiungessi che insieme a noi, in questo folle sogno, ci fossero due partner d’eccezione, Ultima Pagina e Lìberos, vi sentireste più sicuri? Certo se Loredana Lipperini scrivesse un articolo su La Repubblica proprio nel giorno di apertura dell’iniziativa, il 13 marzo, e se Chiara Beretta Mazzotta, Francesca Magni, e la LUISS – Guido Carli di Roma ci affiancassero nella diffusione del progetto attraverso le loro piattaforme informatiche, ne potrebbe venire fuori un gran movimento.

Forse occorrerebbe che i lettori di Billy attivassero il passaparola. E se tra loro ci fossero anche giornalisti, autori, piccoli editori, circoli, club, associazioni culturali, cosa potrebbe mai accadere? Che si metterebbero d’accordo coi librai di tutto il paese, attivando una rete di librerie aderenti all’iniziativa, raccolte in una mappa con tanto di indicazione geografica, fiere di esporre la cinquina di qualità accompagnata dal manifesto di Modus legendi. Insomma, si creerebbe il caso, quello che oggi si definisce una case history, senza precedenti. Un movimento di lettori verso la Letteratura autorevole. Varrebbe la pena di studiarlo, cercare di scoprirne i meccanismi. Perché in fondo si tratterebbe del primo esperimento di un social come motore del romanzo di qualità. Certo se poi il libro più votato fosse Il Posto, di Annie Ernaux, una delle più importanti scrittrici francesi, che vanta traduzioni in tutto il mondo, e se quel libro fosse edito da “L’orma editore” – editrice di comprovata raffinatezza -, allora si potrebbe ipotizzare l’interesse dei media.

Per esempio quello del Fatto Quotidiano a firma di Francesco Musolino; oppure quello di Sabina Minardi su L’Espresso. O infine la partecipazione del rappresentante del gruppo Billy e ideatore di Modus legendi a Fahrenheit, per discutere di influencer e social letteratura. Bisognerebbe però aspettare la fine della settimana d’acquisto consapevole, quella dal 18 al 24 aprile, per stabilire l’efficacia dell’iniziativa in riferimento ai numeri. Anche per interessare ancora di più qualche altra penna autorevole. Si dovrebbe prendere in considerazione la classifica ufficiale, la Nielsen Bookscan, realizzata non su un dato totale di vendita ma su un campione di 900 librerie disseminate sul territorio italiano. Se poi si verificasse che il testo della Ernaux si piazzasse al terzo posto della classifica nazionale della narrativa straniera e all’undicesimo di quella generale, allora si griderebbe al miracolo. E Luciano Genta, dal quotidiano La Stampa potrebbe parlare di caso mediatico con quasi 2400 copie vendute in una sola settimana. E Paolo Di Paolo, dallo stesso giornale, sarebbe legittimato a gridarlo quel miracolo. Così come Loredana Lipperini e tutti coloro che ci hanno creduto veramente.


Perché quando il sogno non è solo un sogno ma la più tangibile delle realtà, come in questo caso, a goderne non sono soltanto i billyni, i veri protagonisti di questa magnifica avventura, ma il paese intero. Questo stivale un po’ provinciale, un po’ depresso, disattento ai tesori al suo interno ma capace di generare un movimento di Bellezza, attraverso un piccolo semplice gruppo fb, sarebbe in grado di dimostrare, per una volta tanto, che la Letteratura può salvare. Magari non il mondo intero ma quella parte che ci è più vicina e che ci fa restare umani.